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Quello che un matematto trova interessante spulciando in giro, e che non ha voglia di sviscerare sulle Notiziole di .mau.

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placidiappunti:


secondopiano:

skiribilla:

[…]
allora ho provato a telefonare alla redazione di magazine.ho chiesto di oriana fallaci.
dice che è morta.
ah.
volevo dirle che ciliegie si scrive con la i.
non senza
____
Magazine
Flound - I cinque continenti
… poi, nei commenti:
Uovokiller:  Oriana Fallace(un genio del commento sintetico)

A ‘ste cose non resisto: Il Tommaseo-Bellini fa lo gnorri sulla questione

 E il Dizionario dello stile corretto del Gabrielli (Mondadori 1956) ancor di più; manco nomina la parola “ciliegia”…Ora faccio altre ricerche (galòp permettendo)


La Crusca accetta obtorto collo “ciliege” senza i. Vedi proprio in fondo.
All’uopo vorrei aggiungere che la regola che noi tutti abbiamo imparato a scuola (“se la lettera prima della desinenza -cia o -gia è una consonante, la i al plurale si perde; se è una vocale si mantiene”) si direbbe un’invenzione della seconda metà del XX secolo. Se non sbaglio il Serianni nel suo Prima lezione di grammatica spiegava che la vera regola sarebbe “se in latino c’era la i, la si mantiene anche al plurale”, tanto che nella sede storica della Cariplo campeggia ancora un “ProvinCIE lombarde” - da provincia, -iae.
Resta da vedere qual è il latino per “ciliegia”. Se tanto mi dà tanto, chiamarla in dialetto “cerasa” mi fa immaginare che non avesse la i.
La smetto qua, perché è un tumblr e non il blog; non senza dire che la Fallaci mi sta comunque sulle palle anche morta.

placidiappunti:

secondopiano:

skiribilla:

[…]

allora ho provato a telefonare alla redazione di magazine.
ho chiesto di oriana fallaci.

dice che è morta.

ah.

volevo dirle che ciliegie si scrive con la i.

non senza

____

Magazine

Flound - I cinque continenti

… poi, nei commenti:

Uovokiller:  Oriana Fallace
(un genio del commento sintetico)

A ‘ste cose non resisto: Il Tommaseo-Bellini fa lo gnorri sulla questione

 E il Dizionario dello stile corretto del Gabrielli (Mondadori 1956) ancor di più; manco nomina la parola “ciliegia”…Ora faccio altre ricerche (galòp permettendo)

La Crusca accetta obtorto collo “ciliege” senza i. Vedi proprio in fondo.
All’uopo vorrei aggiungere che la regola che noi tutti abbiamo imparato a scuola (“se la lettera prima della desinenza -cia o -gia è una consonante, la i al plurale si perde; se è una vocale si mantiene”) si direbbe un’invenzione della seconda metà del XX secolo. Se non sbaglio il Serianni nel suo Prima lezione di grammatica spiegava che la vera regola sarebbe “se in latino c’era la i, la si mantiene anche al plurale”, tanto che nella sede storica della Cariplo campeggia ancora un “ProvinCIE lombarde” - da provincia, -iae.
Resta da vedere qual è il latino per “ciliegia”. Se tanto mi dà tanto, chiamarla in dialetto “cerasa” mi fa immaginare che non avesse la i.
La smetto qua, perché è un tumblr e non il blog; non senza dire che la Fallaci mi sta comunque sulle palle anche morta.